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Mag 26

A.A.A. COERENZA CERCASI

coerenza

COERENZA ; lez n° 1

 

Il Consiglio comunale del 6 maggio 2016, in cui all’ ordine del giorno si trovavano le modifiche al regolamento COSAP (Canone Occupazione Spazi e Aree Pubbliche), la proposta di rinnovo dell’ adesione al CSBNO (Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest)  e l’approvazione del bilancio consuntivo 2015, si è concluso con un bel discorso sulla coerenza da parte dell’ Assessore ai lavori pubblici; una bella lezione data all’opposizione sul valore della coerenza e su quanto questo tratto sia rappresentativo dell’ operato di questa maggioranza di governo. Abbiamo ascoltato in religioso silenzio, un pò per cercare di capire quali messaggi fossero nascosti nelle pieghe di questo discorso e un pò perchè questa affermazione ci sembrava talmente  fuori luogo da indurci a pensare che stessimo fraintendendo tutto. E così abbiamo preso tempo per riflettere e per discutere sul reale senso di quelle parole. COERENZA. 
Si perchè abbiamo trovato difficoltoso conciliare il termine coerenza con l’operato di una giunta che nelle sue linee programmatiche inserisce punti quali ” DIFESA DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI AL DETTAGLIO”, “INTERRUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO”, “STOP A NUOVI CENTRI COMMERCIALI” e poi si prodiga per agevolare in tutte le maniere possibili il progetto di espansione di Auchan, inconciliabile con i tre punti di prima.
Abbiamo fatto veramente fatica a considerare COERENTE la virata di 180° fatta in occasione della questione PERAR, progetto di espansione industriale (a danno di un bosco) che aveva visto gli attuali approvatori (la giunta, appunto) tra i principali avversari al progetto quando ancora sedevano nei banchi dell’ opposizione. Dov’è la coerenza di una maggioranza che a marzo (insieme a noi 5 stelle ed a tutti i gruppi di opposizione) sottoscrive un accordo perchè , in occasione di elezioni e referendum, gli scrutatori siano estratti a sorte e non nominati dalla politica e poi ci fa trovare come presidente di seggio un suo stesso assessore? Magari lo stesso che parlava di coerenza? Ed in compagnia di un famigliare come segretario? La regola parlava solo discrutatori, è vero? Ci siamo dimenticati di cancellarci dalla lista prefettizia che nomina i presidenti di seggio vero? Il segretario di seggio lo nomina esclusivamente il presidente del seggio stesso, no? Tutto vero, forse, ma la COERENZA  dov’è finita ?
Nello stesso consiglio comunale, oltre che del bilancio 2015 (che abbiamo bocciato in quanto naturale espressione contabile di un pensiero politico diametralmente opposto ai principi 5 stelle, che vedono i cittadini, tutti i cittadini e il loro benessere, al centro di ogni azione politica) si è parlato di biblioteche, e ci sono venuti in mente, rimanendo in tema, i due libri italiani più tradotti nel mondo. I due libri che forse rappresentano appieno l’italianità per gli altri paesi : “Pinocchio”, di Collodi, e “Il Principe”, di Machiavelli.
Nel primo si parla di un burattino e delle sue avventure nel tentativo di diventare un bambino vero; nel secondo si tratta di come dovrebbe comportarsi un principe per raggiungere e mantenere il potere nel suo regno. Questo è il significato superficiale delle due opere, che poco hanno in comune, ma potrebbe esserci un significato più profondo in entrambe. Per “Pinocchio”  potrebbe essere che le bugie hanno le gambe corte e che abbinate alle cattive compagnie (il gatto e la volpe, lucignolo) prima o poi ci si trova nei pasticci; che alla fine dietro i bugiardi, a prima vista simpatici, c’è sempre un burattinaio (Mangiafuoco) che tira i fili per te e che simpatico non è; mentre per il “Principe” potrebbe essere che questi consigli per ottenere e mantenere il potere, queste regole che si potrebbero definire “REALPOLITIK” o che si possono riassumere nel motto “Il fine giustifica i mezzi”, questi consigli dicevamo, potrebbero in realtà essere un messaggio dato al popolo per riconoscere e smascherare chi si sta muovendo con lo scopo di raggirarlo, sottometterlo e poi dominarlo. Forse la coerenza di cui questa giunta ci ha parlato era la coerenza con questi tratti, una coerenza con questo essere simpaticamente bugiardi (perchè Pinocchio è un personaggio positivo, no?) ma anche simpaticamente privi di scrupoli (come il Principe), una coerenza con questi tratti spesso tristemente tipicamente italiani. In definitiva, se questi erano i principi che la lezione sulla COERENZA tentava di trasmettere, dobbiamo ammettere che li avevamo già colti come tratti distintivi della giunta arancione, ma ringraziamo lo stesso per la sintesi, completa e puntuale.
Aggiungiamo, tornando per un attimo a “Pinocchio” e al “Principe”, che entrambi hanno un terzo livello di interpretazione, comune ancora ad entrambi: in “Pinocchio” c’è un personaggio che rappresenta la coscienza, il Grillo Parlante (un grillo, toh…),che tenta in maniera ostinata e pedante di riportare il piccolo bugiardo protagonista sulla retta via, purtroppo senza successo; nel “Principe” si parla invece dei moralizzatori, i profeti, coloro i quali vogliono cambiare la politica, ripulirla dai vizi, ma che senza il supporto delle armi nulla possono (riferendosi a Savonarola). Già, perchè spesso gli italiani al potere manifestano una certa allergia ai moralizzatori, a chi vorrebbe fare della coscienza il proprio faro guida, a chi non perde occasione per ricordare ai propri concittadini, governanti compresi, quali siano i principi che sarebbe meglio seguire. Una allergia che diventa intolleranza totale se questi moralizzatori mettono addirittura in pratica i loro consigli e ammonimenti, fungendo da esempio per tutti. In “Pinocchio” il grillo parlante finisce schiacciato da un martello scagliatogli contro dal simpatico burattino, mentre nel “Principe” (e nella realtà) Savonarola finisce sul rogo.
Come a dire che il Potere non ammette ammonimenti. E anche questo in fondo, con la giunta arancione è COERENTE.

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