«

»

Set 30

CHE PECCATO

Quello che è andato in scena venerdì 27 settembre nel consiglio comunale è l’ennesimo caso di occasione sprecata. Peccato.

In approvazione le “linee programmatiche dell’ azione di governo 2019-2024”, un documento previsto per legge in cui l’amministrazione indica quali saranno le principali direzioni da seguire, enunciando una serie argomenti e obiettivi da perseguire, senza però entrare nel merito di come lo farà. Una dichiarazione di intenti.

Come M5S, nell’ ottica della massima collaborazione possibile, abbiamo presentato una serie di emendamenti, di proposte di modifica e integrazione, suggerendo temi nuovi o stimolando ad ampliare quelli già proposti. Lo abbiamo fatto in virtu dell’ articolo 48 del regolamento del consiglio comunale, che dice “I Consiglieri hanno facoltà di presentare emendamenti sulle proposte di deliberazione iscritte all’ordine del giorno del Consiglio comunale” e ancora “Costituiscono emendamenti le proposte di correzioni di forma, di modificazioni, integrazioni e parziali sostituzioni del testo dello schema di deliberazione. Gli emendamenti sono presentati, in scritto, al Presidente, entro il secondo giorno precedente quello dell’adunanza.” ;  lo abbiamo fatto inviando all’ amministrazione le nostre proposte il giorno mercoledì 25 settembre, cioè due giorni prima della data di convocazione del consiglio.

Purtroppo, alla discussione del punto, il presidente del Consiglio ci ha riservato l’amara sorpresa di aver rigettato in blocco tutte le nostre proposte perché pervenute oltre i limiti temporali consentiti, in virtù non del regolamento del Consiglio Comunale ma dello Statuto che per le linee programmatiche pone a 5 i giorni di anticipo richiesti. Una applicazione ferrea di una regola senza possibilità di appello, nemmeno al regolamento del Consiglio Comunale che avrebbe consentito l’accoglimento. Va detto che l’accettazione della messa in discussione delle nostre proposte (per altro piuttosto semplici e contenute) non avrebbe comportato alcun aggravio per l’amministrazione, che avrebbe avuto due giorni per valutarle e condividerle con i consiglieri, ma così non è stato. Ci si è impuntati, in maniera quasi ottusa, su una regola su cui qualcuno ha deciso di non transigere. Strano. La messa in discussione dei nostri punti, infatti, non avrebbe esposto il comune a danni o a cause di sorta, e gli unici ricorsi di illegittimità sarebbero potuti arrivare solo dai consiglieri stessi. Quindi un non problema.

Ed è un vero peccato, perché così, oltre a non valutare spunti che avrebbero magari permesso un miglioramento del documento, a vantaggio di tutti, si è negata la possibilità di partecipazione ad un gruppo politico e, di riflesso, ai cittadini che rappresenta. Un vero peccato, che dimostra come la maggioranza targata VR, sia ancora ostaggio dell’ ala più oltranzista e meno collaborativa della storia della politica rescaldinese, l’ala “ducale”[1], quella guidata dagli ex padroni del vapore[2] che forse, tanto ex non sono. Ancora una volta sembra che gli interessi di bottega abbiano un peso maggiore dell’ interesse collettivo, impressione che più volte aveva suscitato la passata amministrazione e che ci auguravamo non dover rivivere con l’ingresso dei nuovi amministratori. E’ evidente la spaccatura all’ interno del gruppo consiliare di maggioranza, tra i “nuovi” ed i “vecchi”, in una lotta per il controllo che non esita a mettere in secondo piano il bene del paese alla affermazione della propria linea. Un vero peccato. Tutto ciò adducendo la scusa di un fantomatico rispetto ferreo delle regole, rispetto ferreo che proprio da quella componente ducale è più volte mancato, come quando non realizzava le mozioni approvate dal consiglio comunale, o non rispondeva alle legittime interrogazioni poste dall’ opposizione, o ignorava l’incongruenza di alcune norme.

E’ un vero peccato, lo ripetiamo, perché i cittadini di Rescaldina meritano di meglio. Un paese che sta scivolando da anni nel degrado e nell’ abbandono, un paese che sta lentamente morendo mentre molti centri limitrofi fioriscono, merita qualcosa di più, ottenibile solo con il concerto di tutte le forze politiche, civili e sociali. E’ questo lo spirito che in questi anni ci ha spinto nella nostra azione politica, e che ancora ci guida, ma che deve fare i conti con queste tristezze. La partecipazione che qualcuno sbandiera, resta, sempre per qualcuno, uno spauracchio da evitare il più possibile, e il pensiero alternativo un nemico da combattere. Perché se è vero che un leader è colui che unisce, chi non ha questa stoffa lavora al contrario per dividere, applicando il “dividi et impera”; i risultati si vedono, e questo modus operandi ci ha regalato in questi anni un paese diviso su tutto, in cui guelfi e ghibellini si scontrano su ogni cosa, mentre chi tira le fila se la ride. Peccato.

Ci auguriamo che il sindaco Ielo, su cui riponiamo parte delle nostre speranze, abbia la forza di arginare queste spinte distruttive, appoggiandosi a quei nuovi consiglieri che ancora non sono finiti nel tritacarne dell’ oltranzismo (e ce ne sono, fortunatamente). Noi per quanto ci riguarda continueremo sulla nostra linea di seguire esclusivamente il bene comune. La musica deve cambiare, il nostro paese ha bisogno di armonia, di coralità, e non della solita sinfonia stonata suonata sempre dagli stessi strumenti….

A riveder le stelle.

Movimento 5 stelle Rescaldina

P.S.

queste le nostre proposte che sono state rigettate (e quindi nemmeno considerate) quasi con sdegno:

  • Pubblicazione delle registrazioni delle commissioni (punto già approvato dal consiglio comunale ma che la vecchia maggioranza ha preferito mettere in un cassetto)
  • Miglioramento della riscossione delle sanzioni elevate dalla polizia locale (fino all’ ultimo bilancio mancavano all’ appello qualcosa come mezzo milione di euro)
  • Istituzione dei consigli comunali aperti con diritto di parola per i cittadini, da tenersi nelle aree che presentano maggiori criticità, come la stazione
  • Istituzione della consulta sport
  • Abolizione della tassa sull’ ombra (fastidiosissima gabella che obbliga i commercianti a pagare una tassa sulle tende da sole che sporgono sui marciapiedi)
  • Realizzazione di una seconda area cani
  • Tutela delle aree boscate già esistenti
  • Raccolta puntuale porta a porta in appositi contenitori degli olii di frittura esausti, nocivi per l’ambiente ma preziosi come materia prima per l’industria
  • Stop all’espansione dei centri commerciali, anche quelli già esistenti

[1] Per DUCALE si intende quella concezione del potere monocratica, poco incline al dialogo con le parti se non quando queste confermano le decisioni già prese.

[2] Modo di dire ironico che sta ad indicare chi esercita il potere in maniera autoritaria. Riferito in origine, in ambito marinaresco, al comandante della nave 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Commenti protetti da WP-SpamShield Spam Plugin