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Dic 20

ESPANSIONE AUCHAN. UN DISASTRO ANNUNCIATO.

Come promesso, torniamo a trattare il caso AUCHAN, che da qualche tempo purtroppo ha preso una piega drammatica; a seguito infatti della vendita da parte del colosso francese del ramo Retail (i supermercati), numerosissimi dipendenti ora vedono il loro posto di lavoro seriamente a rischio. Tra i centri commerciali interessati dalla probabile riduzione di personale, è compreso anche quello di Rescaldina. Di male in peggio.

Purtroppo però, la nostra cara amministrazione arancione, pare che nella vicenda non voglia avere voce in capitolo; o meglio, la propria energia sembra la stia destinando esclusivamente affinché il progetto di espansione del centro commerciale vada il prima possibile in porto. La stessa amministrazione che da qualche anno ripete all’infinito il ritornello “fosse stato per noi l’ampliamento non si sarebbe fatto per niente”, nella sostanza opera nella direzione diametralmente opposta, agendo quasi da braccio politico degli amici francesi che hanno appena abbandonato al loro destino migliaia di lavoratori, per far si che ottengano il prima possibile il via libera dalla Regione ad ampliare il centro commerciale. Fantastico.

Ma non basta; oltre a prodigarsi affinché il Pirellone aderisca all’ accordo di programma dando così luce verde al catastrofico progetto che oltre ad un bosco di 6000 mq raderà al suolo anche il piccolo commercio locale, la nostra amministrazione ha deciso di giocare su più fronti. Infatti, quando a settembre abbiamo presentato una serie di interrogazioni tecniche legate ai progetti di modifica del PGT (funzionale all’ampiamento) in consiglio regionale (ITR 2472), la nostra cara vecchia amministrazione arancione, preoccupata che qualcosa potesse andare storto, ha pensato bene di inviare agli assessori regionali e ai relativi uffici dirigenziali, una missiva, non richiesta, veramente particolare (lettera protocollata n° 20816 del 4 ottobre 2019); una lettera in cui, oltre a definire “imprecise”, “incomplete”, “superate” , “pretestuose”, “improprie”, “omissive”, “fuorvianti” e “vetuste” le nostre interrogazioni, oltre a definirci “poco informati”, i nostri amministratori si prendevano la briga anche di “imboccare” Regione Lombardia su come risponderci. Eravamo convinti di chiedere in Regione, invece stavamo parlando con il Comune. Il caso a volte eh? E’ questo il comportamento di chi “fosse stato per noi, l’ampliamento non si sarebbe fatto per niente…”? Eh già. Proprio così. Una proattività che nemmeno il proponente (cioè Auchan) ha mai manifestato. Ed è bello sapere che l’amministrazione comunale metta in campo nei nostri confronti azioni come questa, se non fosse che siamo sempre noi a pagare il loro stipendio. E comunque, se veramente “fosse stato per noi, l’ampliamento non si sarebbe fatto per niente…”, allora perché tanta fretta? Ottenuto lo stralcio del vecchio progetto (che era ovviamente irrealizzabile), perché spingere così tanto perché il nuovo vada a buon fine? Da dove arriva tutta questa fregola nel volere accendere betoniere e motoseghe? Si teme forse che nella temperie di queste cessioni aziendali, il progetto di 25.000 mq di nuova galleria commerciale (che “fosse stato per noi, l’ampliamento non si sarebbe fatto per niente…”) possa essere cancellato? Dovrebbero essere contenti se succedesse (“fosse stato per noi, l’ampliamento non si sarebbe fatto per niente…”), no? Forse no. Lo diciamo da tempo, e purtroppo per noi e per tutti i cittadini, su VR non ci siamo mai sbagliati: il nuovo mega centro commerciale è da anni il cuore della politica di VR, il perno attorno a cui tutta la loro azione politica e amministrativa ha ruotato, ruota, e ruoterà. VR tiene a questo progetto più di quanto non ci tenga lo stesso proponente. Perderlo sarebbe per loro la rovina. Il resto sono dettagli. L’emergenza (o allerta) climatica di fronte a 25.000 mq di negozi nuovi cede il passo, 6.000 mq di bosco che andranno in fumo saranno il toccasana per la nostra aria; il traffico che esploderà sarà la panacea del clima impazzito, e comunque un male minore rispetto agli oneri di urbanizzazione che entreranno nelle nostre casse. E fino a che il progetto non partirà, per il Comune saranno vacche non magre, ma magrissime. Tutte le belle promesse elettorali, lo abbiamo già detto, si basavano sulla svendita del nostro territorio. E a dirlo, ancora una volta, non siamo noi, che da asini quali siamo ci limitiamo a mettere in fila i discorsi, ma lo stesso Primo Cittadino (a cui riconosciamo l’onestà di ammettere, a differenza del resto del gruppo di VR, quanto da tempo noi del M5S diciamo), durante l’ultimo Consiglio Comunale. Ascoltate la registrazione (1:02:030), quando il Sindaco risponde alla contestazione che si siano messi a bilancio già i presunti oneri derivanti dall’ ampliamento, nonostante la Regione non abbia ancora aderito all’ accordo, ne si sa se lo farà: ..il rallentamento è dovuto anche a un cambio della dirigenza che ha in capo la pratica, perché c’è stata una sostituzione del dirigente dell’ area di competenza. Io spero che sia solo questo il motivo e non voglio pensare ad altro, perché DAL MIO PUNTO DI VISTA SAREBBE DISASTROSO…”.

Riassumiamo: la mancata realizzazione del mega centro commerciale, per VR,  sarebbe un evento DISASTROSO[1].

E così, mentre i dipendenti, abbandonati dagli amici francesi a loro stessi rischiano il loro posto di lavoro, mentre il bosco vede approssimarsi la sua fine ed i piccoli commercianti pure (e non basterà un pigiama party a salvarli, ça va sans dire),  noi, allegramente, continuiamo a ripeterci  “fosse stato per loro, l’ampliamento non si sarebbe fatto per niente…”. Chissà che non ci autoconvinciamo anche noi.

In ogni caso, comunque vada, sarà un disastro.

MoVimento 5 Stelle Rescaldina


[1] DISASTRO: Danno irreparabile; catastrofe morale o economica.

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