Dic 07

LA TELA – EVOLUZIONE DI UN PASTICCIO

LA TELA.

Come promesso, torniamo a parlare della Tela. Ci eravamo lasciati a inizio novembre, quando ancora non si capiva quale fosse il destino riservato al locale confiscato alla criminalità organizzata e poi restituito alla comunità.

Nel nostro ultimo comunicato, dicevamo che avremmo approfondito la questione, richiedendo i documenti utili a capire meglio cosa fosse successo, e che poi avremmo fatto le opportune valutazioni politiche.

Così abbiamo fatto; abbiamo chiesto copia dei bilanci della Tela per gli anni 2016 e 2017 corredati dalle relative relazioni , come previsto dalla convenzione stipulata tra comune ed Arcadia (art 3 comma 3-k), e abbiamo anche chiesto tutta la corrispondenza tra Arcadia e Comune nel periodo 1 dicembre 2015 – 1 novembre 2018.

Gli uffici comunali, va riconosciuto, si sono attivati subito per evadere la nostra richiesta, ma siamo rimasti un po’ delusi; ci aspettavamo di ricevere molti più documenti, invece abbiamo avuto le copie dei bilanci di Arcadia (inutili ai fini di un controllo della situazione economica della Tela nei vari anni), una breve relazione su cosa la Tela abbia fatto nel biennio 2016-2017 e un documento intitolato “Bilancio Osteria La Tela 2016” in cui oltre a spiegare l’attività del locale, compaiono anche un po’ di numeri, che poi analizzeremo. A livello di corrispondenza la delusione è ancora più grande, visto che ci vengono consegnate solo le lettere che Arcadia indirizza al comune, quella in cui informa che il locale rimarrà chiuso a settembre, quella in cui prende tempo per decidere il da farsi di ottobre e quella di novembre in cui annuncia di rinunciare al progetto. Niente altro.

Un po’ poco per un partner importante dell’ amministrazione, che con il comune lavora da tempo, e che sta gestendo un bene così strategico da oltre 2 anni. Così facciamo verificare all’ ufficio affari generali se esiste altro materiale presso altri uffici o altre cariche, non si sa mai. La verifica, pronta, da però esito negativo. Non esiste altro materiale.

Strano.

Decidiamo quindi di andare alla fonte.  Contattiamo dunque direttamente Arcadia, premettendo che nulla devono a noi, poveri rappresentanti di opposizione, ma che avremmo piacere a verificare la documentazione che hanno inviato al comune o ad ottenerne di nuova, se per loro non è un problema.

Meraviglia, anziché cacciarci in malo modo (noi con Arcadia non siamo stati teneri per niente, va detto), ci mandano tutto quanto richiesto, accompagnando la documentazione da questa nota, che merita di essere riportata per intero:

Gemt.mo Consigliere buongiorno,

 in virtù della trasparenza Arcadia non ha nessun problema a fornirle i dati richiesti, che alleghiamo.

 Ci teniamo altresì a sottolineare che di tutto ciò che è stato il rapporto tra amministrazione ed Arcadia inerente alla gestione della Tela, precedente ai suddetti documenti, Arcadia non ne è a conoscenza, in quanto veniva gestito dal EX SOCIO SIG. OMISSIS CHE HA DATO LE DIMISSIONI DA SOCIO A META’ LUGLIO C.A., dopo aver perso la completa fiducia dei soci per la MAL GESTIONE DELLA TELA, essendone il Coordinatore.

 Cosa più importante Vi sollecitiamo a smettere di utilizzare la Nostra Cooperativa come “palla di gioco” tra Giunta ed Opposizione, noi siamo persone, brave persone, e non il Vostro strumento politico. “

 

Incassiamo il rimprovero, che condividiamo con tutti i gruppi politici. Va detto che Arcadia, in un successivo incontro ci ha detto che fino ad oggi siamo stati l’unico gruppo politico che si sia preso la briga di contattarli per sapere come stavano le cose, anziché sparare a vanvera informazioni inventate o sentite in giro.

Aggiungiamo che Arcadia ci ha poi autorizzato a rendere pubbliche queste informazioni .

E’ chiaro quindi che anche per Arcadia, il periodo dalla fine del 2015 al luglio 2018 è un periodo oscuro, in cui la gestione della Tela è stata fuori controllo.

Nei documenti che ci invia, ci sono i famosi “bilanci” della tela, inerenti 2015 (dicembre), 2016 e 2017. Diciamo bilanci usando un termine scorretto, non sono effettivamente e legalmente dei bilanci, ma dei report in cui compaiono tutte quelle voci che però sono quelle necessarie al controllo dell’ andamento dell’ impresa; sono quei documenti che, secondo noi, erano previsti dal contratto stipulato tra comune ed Arcadia.

Ci sono poi una serie di altri documenti, non rilevanti ai fini della nostra verifica, ma che evidenziano una situazione ben più normale, in cui una cooperativa in difficoltà a gestire un bene del comune , si interfaccia con questo  per arrivare ad una soluzione del problema. Tutta la documentazione è indirizzata al sindaco, a volte sulla sua mail privata, a volte su quella ufficiale. Tutta questa documentazione, agli atti ufficiali, non risulta.

Procediamo:

La situazione economica appare la seguente:

2015, (cioè dopo meno di un mese dall’ inaugurazione)

  • RICAVI 33.030 € SPESE 89.304,89 €                           RISULTATO   -56.274,89 €

2016

  • RICAVI 390.678,00 € SPESE 553.347,17                            RISULTATO  -162.669,17

2017

  • RICAVI 460.840,50 € SPESE 562.554,76                            RISULTATO  -101.714,26

 

Emerge in maniera evidente come il locale in attivo non ci sia stato mai.

A sei mesi dall’ attività però tutti ricordiamo quando il sindaco dichiarava che il locale era in attivo, di poco, ma essendo appena avviato si poteva considerare un grande successo. Queste le sue parole in cui presenta questa SCOMMESSA VINTA https://www.youtube.com/watch?v=XG_FLjkipg0

In quel momento, il debito ,euro più euro meno, si aggirava probabilmente intorno ai 100.00 euro, viaggiando a piè sospinto verso quota -162.000 .

Perché il sindaco dichiarava tutto ciò? Non sapeva? Sapeva e nascondeva ? Sapeva qualcosa di diverso? Tutte le ipotesi sono plausibili , anche se il non sapere, per chi rappresenta il massimo organo di rappresentanza cittadina,  è politicamente difficile da accettare.

Comunque, oltre a queste domande, che sono fondamentali per una presa di posizione politica, emerge anche un altro particolare interessante:

nel documento che ci ha consegnato il comune, intitolato “Bilancio Osteria La Tela 2016”, nell’ ultimo paragrafo “BILANCIO ECONOMICO” si indicano, per il periodo 1 gennaio – 31 Dicembre 2016 i seguenti dati:

Ricavi complessivi 402.795,00 €, costi totali 462.391,49 €  , risultato -59.596,49 €

Si elencano poi una serie di altre voci, ma emerge immediatamente come le cifre riportate in questo documento siano completamente diverse da quelle che ci ha inviato Arcadia. Una differenza di oltre 100.000 euro; per Arcadia il buco a fine 2016 era di 162.669 , per la relazione ricevuta dal comune era di 59.596 €.

Arcadia, a cui abbiamo chiesto conto di questa enorme differenza, ci ha confermato la correttezza dei dati che ci ha dato, quindi la domanda è? Da dove prende i dati il comune? Quale è il dato corretto?

Aggiungiamo che noi questi dati, da Arcadia, li abbiamo ricevuti il 21 di novembre, e la lettura, le analisi e le verifiche hanno richiesto un paio di giorni. Per questo motivo non siamo riusciti ad iscrivere una regolare interrogazione per il Sindaco a riguardo della questione(che per il consiglio comunale del 28 novembre andava depositata entro il 21), ma non per questo ci siamo fermati; abbiamo rivolto perciò a inizio consiglio comunale una interrogazione urgente orale al sindaco (prevista dal regolamento), chiedendogli se fosse al corrente della situazione di dettaglio per quanto riguarda il bilancio della Tela. Il sindaco, “stranamente” ha risposto in maniera evasiva, e alle nostre controdeduzioni, in cui gli facevamo presente le stranezze delle cifre discordanti e della mancata consegna dei documenti, fuori microfono ci ha accusati di “Fare uno show” dicendo che se eravamo realmente interessati ad avere una risposta, avremmo dovuto presentare una interrogazione scritta nei tempi previsti…..

Evviva la trasparenza.

Ora, la questione da capire è:

  • Cosa sapevano Sindaco ed Amministrazione circa l’andamento della Tela, dall’ apertura nel 2015 a luglio del 2018
  • Come è possibile che per lo stesso anno (2016) risultino due situazioni economiche profondamente differenti?
  • Perché il sindaco dichiarava a mezzo stampa che la Tela a sei mesi dall’ apertura era in leggero attivo, quando questo non era assolutamente vero?
  • Perché il sindaco riceveva documentazione riguardante un bene pubblico, e quindi anch’essa pubblica, su una mail privata e non protocollava correttamente tali documenti, mettendoli agli atti e rendendoli disponibili a tutti i cittadini e consiglieri che avessero voluto verificare l’andamento della Tela, come previsto dalla convenzione?
  • Perché alla nostra richiesta di ricevere tutta la documentazione e la corrispondenza, non ci venivano forniti i documenti reali in possesso del sindaco?
  • Quanta altra documentazione è in possesso dell’ amministrazione , riguardante il periodo precedente il luglio 2018 (quando il gestore della Tela è stato sfiduciato da Arcadia), che non ci è stata consegnata?
  • Se per questo caso siamo venuti a conoscenza di una gestione documentale parallela rispetto a quella ufficiale, quanti altri casi come questo esistono per il nostro comune?

Per quanto ci riguarda, abbiamo trasmesso tutte queste perplessità agli uffici competenti comunali, in maniera che queste domande trovino una risposta.

Abbiamo anche inoltrato la documentazione economica ricevuta anche agli altri capigruppo in consiglio comunale, con copia al presidente della commissione Controllo e Garanzia, di modo che possano fare le opportune valutazioni e decidere come procedere.

E’ evidente però che la questione, fino ad ora, da parte del sindaco, sia stata condotta nella più completa opacità. Anzi ,tentando addirittura di accusarci di impreparazione, volontà di fare “show”, avventatezza e tanto altro.

Ribadiamo che il nostro fine è arrivare alla verità, il prima possibile. Prima che venga confezionato un nuovo bando che magari potrebbe riconsegnare la gestione della tela ai soliti noti, magari gli stessi che hanno dimostrato quell’acume gestionale che in due anni e mezzo ha affondato una corazzata ritenuta  inaffondabile quale era la Tela, e compromesso una cooperativa sociale come Arcadia, operante da 30 anni senza problemi.

Aggiungiamo, in ultimo, che a parere nostro, tra le parti lese in tutta questa vicenda, spicca, oltre ai cittadini, anche Arcadia, che, se le cose stessero come sembra, sarebbe colpevole di essersi mal fidata, ma che  ora, ripreso il controllo della cooperativa e sancito il divorzio dal socio incaricato di gestire la Tela, deve farsi carico dello spaventoso debito accumulato. Ad Arcadia vanno quindi le nostre scuse per avere messo la cooperativa in una luce che non era quella corretta, seppure il nostro intento iniziale era ,come lo è ora, quello di arrivare alla verità. Il nostro errore di valutazione era motivato dal fatto che la documentazione che ci veniva fornita era grandemente incompleta e quindi fuorviante. Abbiamo commesso un errore di valutazione e questo ci dispiace. Ribadiamo, al momento, Arcadia è quella che sta pagando il prezzo più alto di tutto questo pasticcio e , secondo noi, non va abbandonata a se stessa, ma questa è un’altra storia.

Da parte nostra intendiamo andare a fondo della questione, affinchè le domande che abbiamo posto trovino risposta, e ci auguriamo che siano dello stesso avvio anche le altre parti politiche.

Al sindaco, suggeriamo, anziché continuare a dire cosa dovremmo o non dovremmo fare noi, di raccontare una buona volta tutta la storia, per intero, mettendo sul tavolo tutti i documenti . Tutti. Nessuno escluso. Le ombre, lo abbiamo visto, fanno male, ed il sonno della ragione (e della coscienza) genera mostri.

 

MOVIMENTO 5 STELLE RESCALDINA

Dic 04

PREVENZIONE DEI ROGHI DI RIFIUTI

PREVENZIONE ROGHI RIFIUTI

BOCCIATA LA MOZIONE PER PREVEDERE CONTROLLI CAPILLARI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE DEI ROGHI DI RIFIUTI.

 

La mozione, messa a punto dal nostro gruppo Regionale e che il M5S sta presentando in tutti i comuni della Lombardia, è stata bocciata dalla maggioranza allargata Vivere Rescaldina-NoiXRescaldina.

Imbarazzanti le scuse addotte, come il fatto che la mozione prevedeva ciò che è già un obbligo di legge (falso, erano previsti controlli molto più stringenti, l’utilizzo di più soggetti, come le GEV o la polizia provinciale, e la condivisione allargata delle informazioni raccolte, a creare una rete informativa regionale), oppure che tanto “chi vuole delinquere delinque lo stesso”. Più facile che il Sindaco, vero burattinaio della maggioranza allargata, la mozione non l’abbia nemmeno letta, o se l’ha letta, non l’abbia capita.

Tralasciamo la richiesta fatta dal gruppo di maggioranza di ritirare la mozione, o almeno di non scrivere comunicati che li mettessero in cattiva luce dopo la bocciatura della mozione.

La realtà è che al gruppo guidato da Cattaneo della sicurezza e della salute dei cittadini non potrebbe importare di meno, e lo si vede dalle condizioni di degrado in cui versa il nostro paese dopo oltre quattro anni di guida VR. Un paese in balia di spacciatori e tossici, una polizia locale a cui viene impedito di operare come ha sempre fatto, e il totale disinteresse da parte di Cattaneo e co. per la prevenzione , come in questo caso.

Sorvoliamo sull’ atteggiamento ostile, aggressivo e irrispettoso che il Sindaco ci riserva; un atteggiamento che ormai abbiamo capito essere parte del nostro caro primo cittadino, ma che, siamo sicuri, sta generando qualche mal di pancia anche tra alcuni componenti della maggioranza, a cui la buona educazione ed il rispetto per gli altri non sono mai mancati.

Evitiamo anche di rispondere alle bugie e agli insulti che Cattaneo ci rivolge dalla propria pagina e dalle colonne dei giornali, è evidente che il Sindaco uscente ha da tempo finito gli argomenti, sempre che li abbia mai avuti. Evitiamo di rispondergli perché alzare i toni allontana l’attenzione dai problemi reali, che Cattaneo dimostra di non essere in grado di risolvere (quando non è lui stesso a crearli), e poi anche perché non tutto merita una reazione. Noi le reazioni preferiamo riservarle per le persone e le cose serie.

 

MOVIMENTO 5 STELLE RESCALDINA

 

Nov 26

LA POLITICA TRA I CITTADINI. VR DICE NO

LA POLITICA SI FA NELLE SEGRETE STANZE

 

Stazione e boschi, da oltre un anno, sono diventate zone presidiate da tossici , malfattori e delinquenti di ogni tipo. Da tempo i cittadini chiedono soluzioni a questo problema, che purtroppo non arrivano. Per dare un segnale, anche simbolico, che le istituzioni non si vogliono arrendere, abbiamo chiesto che i prossimi consigli comunali fossero convocati presso la stazione Trenord, anche all’ aperto . Volevamo mandare un segnale chiaro e forte, che il paese non appartiene ai delinquenti, ma ai cittadini onesti, e che le istituzioni non erano lontane, ma presenti di persona.
Purtroppo la nostra proposta ha trovato un secco no da parte della Presidente del Consiglio, Maria Carla Vignati (Vivere Rescaldina), che invece, con il suo rifiuto ha fatto intendere proprio il contrario: le istituzioni, dal mondo reale, sono totalmente scollate.
Nonostante la nostra proposta fosse stata indirizzata utilizzando i canali istituzionali, ovvero lettera protocollata ed inviata alla Presidente e per conoscenza a tutti i capigruppo consiliari, la risposta ci è pervenuta attraverso un comunicato affidato alla testata web Legnanonews. Una scortesia istituzionale che la presidente giustifica in nome di una imprecisata volontà di evitare l’accusa “di non dare voce alle minoranze, di togliere la parola o quant’ altro”… Fatichiamo a capire il nesso, non comprendiamo come una educata risposta scritta indirizzata a chi ha inoltrato una proposta lecita possa considerarsi lesiva dei diritti dei gruppi di opposizione, ma andiamo oltre, noblesse oblige.
Ci preme invece entrare nel merito di quanto affermato nella risposta pubblicata;
la prima nota dice che “Non credo che gli abitanti di Rescaldina si possano sentire più tutelati, o meno abbandonati dalle istituzioni, se in una fredda sera di gennaio vedessero i consiglieri e il sindaco discutere davanti alla stazione ferroviaria”; invece è proprio così, vedere le istituzioni che operano in un luogo degradato, in condizioni sicuramente scomode e faticose (peraltro, perché di sera?), darebbe indubbiamente il chiaro segnale che quel luogo non è stato abbandonato, anzi, e stato preso sotto la custodia diretta di chi le istituzioni le amministra e non ha intenzione di lasciarlo nelle mani di delinquenti o altro. Darebbe il segnale ai tanti cittadini, che invece si sentono abbandonati a queste situazioni, che nonostante le evidenti scomodità, nonostante il freddo e le intemperie, le istituzioni ci sono e sono al loro fianco. Ma evidentemente è più facile discutere dei problemi e dei disagi degli altri dal calduccio della propria poltrona, al riparo da quello che succede e lontani dai problemi veri, come quei generali che le guerre le combattevano dagli uffici dei comandi e non al fianco dei soldati…Vecchia storia a cui la finta sinistra radical chic, quella dei salotti, da anni ci ha abituato, ma andiamo avanti.
Il comunicato (che non abbiamo potuto leggere nella sua interezza, non avendolo ricevuto….), per come è pubblicato, prosegue con “Amministrare è una «cosa» seria (res publica), non un corteo, un’esposizione, un ritrovo di alcune persone che tengono più alla forma che alla sostanza.”
Un capolavoro! in pochissime righe si demoliscono anni di lotte di comitati, sindacati, associazioni, partiti più o meno organizzati, che in nome di un ideale o di diritti calpestati hanno fatto presidi davanti ai cancelli di fabbriche chiuse, sfilato in cortei rumorosi o silenziosi, tenuto sit-in, organizzato flash mob, protestato, presenziato, persone che si sono incatenate agli alberi per non farli tagliare, lavoratori che si sono legati ai cancelli di fabbriche per non farle chiudere e tanto e tanto altro ancora; con quella frase tutti questi episodi sono relegati a manifestazioni di Forma, ma privi di Sostanza, cose poco serie secondo la Presidente. Fantastico… Sono, per la Presidente, poco seri anche tutti quei comuni che hanno già messo in campo iniziative del genere, e sono tanti, come Ceriano Laghetto che recentemente ha tenuto i suoi consigli comunali proprio in stazione, per il medesimo problema; anche loro sono solo forma, perchè amministrare è una cosa seria…Quando si sfilava da Cerro a Rescaldina in corteo, contro l’apertura di Ikea, era tutta forma, una cosa poco seria; peccato che in quell’ occasione partecipasse anche il gruppo di cui la Presidente fa parte. Forse la Presidente però intendeva dire, forte dell’ esperienze del proprio gruppo, che quando si fa opposizione si fanno e si dicono cose poco serie, di sola immagine, ma che poi quando ci si siede sui seggioloni al calduccio e si hanno a disposizione le leve del potere, allora le chiacchiere “poco serie ” e di sola “forma” vengono subito messe da parte. Effettivamente di questa vocazione di Vivere Rescaldina ce ne siamo accorti, altrimenti non ci spiegheremmo come chi protestava contro l’apertura di Ikea quando era all’ opposizione, abbia poi agevolato in tutte le maniere possibili l’espansione di Auchan una volta in maggioranza, ma questa è un altra storia.
Tralasciamo il problema del freddo, che ci è stato posto come limite per la realizzazione di questa iniziativa, perchè solo prenderlo in considerazione come un impedimento insuperabile dalla politica sarebbe insultante verso i tantissimi lavoratori che TUTTI I GIORNI trascorrono l’intera giornata di lavoro all’ aperto, al freddo e al gelo in inverno e al caldo in estate; guardie giurate ferme per ore davanti alle banche in inverno, vigili in mezzo agli incroci a gennaio, sotto la pioggia, ambulanti fermi dietro i loro banchi nelle gelide mattine di dicembre e tanti tanti altri, loro possono sopportare, loro non sono gli “eletti”.
Siamo rammaricati della bocciatura della nostra proposta, e lo siamo ancora di più per il velato snobismo con cui è accompagnata, quel senso di lesa maestà per cui l’istituzione non può mai uscire dalle sacre stanze e confondersi con i cittadini, se non per essere incensata. Certo, i problemi di cui abbiamo parlato non si sarebbero di sicuro risolti grazie a questa iniziativa (come non si sono risolti grazie alle ben più “serie” ma inconsistenti azioni messe in campo fino ad ora dagli “eletti”), ma avrebbe contribuito a dare coraggio e lanciare un messaggio positivo a chi il problema lo deve subire tutti i santi giorni, così come la visita ad un malato non lo cura dalla malattia, ma non lo fa sentire abbandonato al male e lo aiuta a non arrendersi. Cose complesse, a quanto pare.
Il comunicato si chiude bollando la nostra proposta come “incompleta” in quanto, discrezionalmente, tra i tanti luoghi problematici, abbiamo scelto solo la stazione, escludendone altri, come , cita la Presidente, i boschi di Rescaldina, la piattaforma ecologica e i luoghi più desolati del paese… La piattaforma ecologica???? Sarebbe il caso che la Presidente informasse l’Assessore ai lavori pubblici che la piattaforma ecologica è finita di diritto tra i luoghi degradati del paese. Poveri noi.
Comunque, chiudiamo questa disamina, ahinoi amara, con qualche nota di spirito: l’ispirazione della proposta l’abbiamo avuta leggendo in un programma elettorale “torneremo ad essere vicini ai cittadini”; era il programma di Vivere Rescaldina.
Effettivamente, come sottolinea la Presidente “Ricordiamoci il motivo per cui siamo stati eletti, o meglio ricordatelo voi del Movimento 5 Stelle”. In effetti, ce lo stiamo ancora domandando: ma perchè siete stati eletti?
MOVIMENTO 5 STELLE RESCALDINA

 

 

Nov 18

UNISCITI A NOI

CAMBIAMO TUTTO INSIEME

UNISCITI A NOI

 

Il Movimento 5 Stelle si presenterà alle prossime elezioni comunali del 2019.

Partecipa alla stesura del programma elettorale ed entra in lista con noi.

Ti aspettiamo ogni giovedì alle 21 presso Pink Panther, via Bossi 80.

 

CONTATTACI:

info@rescaldina5stelle.it

351.9040315

Nov 06

LA TELA. FACCIAMO IL PUNTO

LA TELA. FACCIAMO IL PUNTO

 

L’autunno Rescaldinese del 2018 ha avuto tra i suoi temi principali che hanno interessato la vita del paese, la questione della “TELA”, l’osteria sociale operante da fine 2015 in un bene confiscato alla criminalità organizzata, che, chiusa per lavori a luglio, non ha più riaperto. A fine settembre è poi arrivata la notizia che Arcadia, cooperativa capofila nella gestione del locale, a causa di problemi di bilancio, aveva intenzione di interrompere il progetto.

Tante le perplessità, le voci che si sono rincorse e i tentativi di comprendere cosa fosse successo, come fosse stato possibile che un locale che per anni è stato presentato come simbolo di buona gestione, di riscossa del “pulito” nei confronti dello “sporco” legato al RE9 (il locale che operava prima della Tela nella stessa struttura poi confiscata), fosse potuto arrivare a difficoltà tali da decidere di chiudere.

Gli articoli di giornale davano la struttura già abbandonata e l’amministrazione già operante per preparare il passaggio a una forma nuova di gestione, con annesse polemiche politiche, voci e tutto quello che ne consegue. Capire realmente cosa stava succedendo è stato però oggettivamente difficile. Mezze frasi, condizionali, dei forse, ma niente di chiaro, che stabilisse una volta per tutte come stavano le cose.

Nel frattempo, mentre Giunta e Sindaco, che fino a questa estate si erano legati a filo doppio al nome della “Tela”, rivendicandone in tutte le occasioni possibili la paternità, con un’inversione di 180 gradi ne affibbiavano in toto sia la nascita che la sua evoluzione alla giunta precedente (Magistrali), lascandoci sinceramente perplessi. Un’acrobazia politica che suonava parecchio come “finché funziona è tutto merito mio, se non va più è colpa tua”. Nel mentre di queste giravolte, da Arcadia arrivava all’amministrazione, a metà ottobre, una comunicazione per informare il comune che avrebbe prorogato la chiusura della “Tela” fino al 31 ottobre, chiusura motivata dalle grosse perdite riportate nella gestione del ristorante, e che nel frattempo avrebbero valutato “le soluzioni per poter continuare ad operare”.

Quindi, quello che tutti per due mesi davano per certo, certo non lo era per niente. Le famose chiavi riconsegnate di sabato, come una doccia fredda, non erano state riconsegnate affatto, e il locale rimaneva nelle disponibilità di chi lo aveva gestito fino a luglio e poi lo aveva chiuso. Nessun bando si sarebbe potuto riscrivere, per riaffidare il locale, in quanto il gestore non era uscito, ma rimaneva legittimo comodatario del bene. Nessuno aveva capito niente di tutto ciò, forse perché chi sapeva nulla, ha spiegato. Ottimo. La solita gestione “diversamente trasparente”.

Abbiamo così approfondito la questione, andando ad analizzare il contratto con cui il bene è stato affidato in comodato d’uso ad Arcadia, ed effettivamente, presenta alcune gravi lacune, in quanto non tutela la collettività da episodi come questo. Il gestore può tenere chiuso indefinitamente il locale, come sta facendo, senza che il Comune possa legittimamente rientrare in possesso del bene. Frutto di una svista oppure è stato un regalo che la Giunta Cattaneo ha voluto fare ad Arcadia? Perché la bozza di contratto è stata approvata con una delibera di Giunta (n 161), quindi se si è in questa situazione la responsabilità, per quanto ci riguarda, è tutta di chi ha approvato questa bozza, cioè della Giunta Cattaneo. Inoltre, nelle tante esternazioni delle settimane scorse, il sindaco più volte ci ha detto che non era al corrente delle difficoltà economiche che affliggevano la gestione della Tela; ma questo sinceramente non è possibile, visto che il contratto, prevede all’articolo tre comma K che annualmente sia consegnata al comune una “copia del bilancio di esercizio e una relazione dettagliata sull’attività svolta, dalla quale si evincano i risultati raggiunti, con particolare riferimento al progetto”. Insomma, se le cose andavano male, dalla relazione sarebbe dovuto emergere, sempre che questa relazione sia stata fatta. Sui bilanci invece, abbiamo avuto modo di consultare l’ultimo, e sinceramente siamo allibiti. Un bilancio generale in cui compare tutta l’attività economica del Comodante (Arcadia, il cui settore principale è la manutenzione del verde), dove non è possibile scorporare le voci concernenti la gestione della Tela da tutto il resto, lo riteniamo inaccettabile, e siamo sorpresi che l’amministrazione comunale non abbia rispedito al mittente un documento del genere, oggettivamente inutile ai fini di verifica.

Ci siamo quindi mossi richiedendo copia di tutti i bilanci passati e delle relative relazioni. Poi potremo fare le opportune valutazione politiche.

Chiudiamo infine, ricordando in tema di soldi spesi (altra voce che si è inseguita in queste settimane per il paese), che il locale è stato interamente ristrutturato grazie ad un contributo Regionale (quindi soldi pubblici) pari a 175.000 euro, incassati grazie a delibera di giunta n 171 del 12 dicembre 2012 (Giunta Magistrali). Il contratto prevede inoltre che le spese di gestione ordinaria e straordinaria, tributi, autorizzazioni, UTENZE siano a carico del gestore (ARCADIA). Se qualcuno pensa che le cose siano invece andate in maniera diversa, può richiedere i documenti tramite un accesso agli atti, come facciamo noi, e se fosse vero, chi ha preso queste decisioni sarà chiamato a risponderne. Per ora, però, chi ha messo la gran parte dei soldi pubblici nella Tela (giustamente diciamo noi) non è stata la giunta Cattaneo, ma quella Magistrali.

Seguiamo da vicino l’evoluzione degli eventi, nonostante la poca trasparenza con cui sono gestiti, augurandoci che quello che avrebbe dovuto essere un luogo simbolo di legalità e trasparenza, possa tornare (o iniziare) a esserlo quanto prima.

P.S. ovviamente tutto quanto riusciremo a scoprire sulla questione, lo renderemo pubblico. Le chiacchiere e i misteri li lasciamo ad altri.

MOVIMENTO 5 STELLE RESCALDINA

Nov 06

NONVOGLIAMO FARE PIU’ NIENTE

NON VOGLIAMO FARE PIU’ NIENTE

 

Approvata la relazione per la “fornitura, posa e GESTIONE di impianti arredo urbano con annesso spazio pubblicitario e segnaletica industriale, artigianale, commerciale”.
Avete presente i cartelli stradali marroni, che indicano la fabbriche, i negozi, le attività commerciali? Bene, noi non riusciamo più a gestirli. Non a fabbricarli, ci mancherebbe, non a posarli, ma nemmeno a gestirli…
Movimento 5 Stelle fermamente e ostinatamente contrario. Ma siamo stati gli unici.
Che dire? Non siamo più in grado di fare le operazioni più semplici. Purtroppo prosegue l’opera di esternalizzazione portata avanti dalla giunta arancione, che dopo l’ingresso in Euro.PA ed il conseguente affidamento della gestione degli alloggi comunale, ora esternalizza anche la segnaletica commerciale. Lo spolpamento delle competenze comunale pare inarrestabile. Quale sarà il prossimo servizio pubblico che verrà esternalizzato ? Forse l’anagrafe? Aspettiamo trepidanti di scoprire cosa andrà all’ asta.
Cara buona vecchia sinistra statalista….come sei finita male.

A rivedere le stelle.

Movimento 5 stelle Rescaldina

Ott 20

IL SINDACO SMEMORATO

IL SINDACO SMEMORATO

Sul settimanale “7 giorni” pubblicato venerdì 12 Ottobre, compariva un articolo dedicato alla posizione del Movimento 5 Stelle Rescaldina sull’ ingresso del Comune nella società EURO.PA e sul successivo affidamento a questa dei servizi di gestione degli alloggi comunali. L’articolo, dopo il riassunto delle nostre perplessità, riportava un virgolettato in cui il Sindaco ci rispondeva, stupendosi di come esternassimo le nostre posizioni solo a mezzo stampa e non nelle sedi opportune, come il consiglio comunale.
Siamo rimasti un pochino perplessi e a dire il vero anche un po’ preoccupati; forse il Sindaco, al termine del suo mandato, comincia ad accusare i colpi dovuti a stress e stanchezza, e perde i colpi; la memoria, al Sindaco sta sfuggendo prematuramente.
Si perché il Sindaco, che certamente non ricorda, potrebbe consultare il verbale dell’ ultimo consiglio comunale, quello del 28 settembre, in cui abbiamo espresso le nostre remore prima sull’ingresso in EURO.PA, e poi sull’ affidamento a EURO.PA del servizio di gestione alloggi E.R.P.
Il Sindaco forse non si è accorto di quello che dicevamo? Strano, perché ha avuto anche la gentilezza di risponderci…
ma se non bastasse questo, ricordiamo allo smemorato Sindaco, che eravamo intervenuti sullo stesso argomento anche durante il consiglio comunale del due di febbraio scorso, quando si portava in approvazione il bilancio di previsione ed il Movimento 5 Stelle Rescaldina, tra le cause del proprio voto negativo, portava proprio la volontà di ingresso in EURO.PA, e anche in quel caso ci aveva risposto.
Ma per abbondare, che non guasta mai, ricordiamo che le stesse perplessità le abbiamo espresse anche nelle commissioni Affari Generali del 19 settembre 2018 e del 20 Gennaio 2018 (commissioni registrate, ma che con uno slancio di trasparenza la maggioranza targata Vivere Rescaldina si ostina a non volere rendere pubbliche, nonostante la nostra mozione approvata dal consiglio…). Insomma, ci sembra che tutte le nostre perplessità le abbiamo esternate da tempo, e nelle sedi istituzionali preposte, mentre il comunicato alla stampa lo abbiamo redatto solo dopo che la maggioranza, ignorando le nostre istanze (come fa spesso) ha deciso altrimenti. Insomma, abbiamo fatto proprio ciò che il Sindaco ci rimprovera di non aver fatto…
Ciliegina sulla torta, quando il comune di Magnago è stato chiamato ad esprimersi sul nostro ingresso in EURO.PA (che doveva essere approvato dalla maggioranza dei soci), nella discussione è stato citato il nostro intervento del consiglio comunale di febbraio, per dire come nel comune di Rescaldina ci fossero posizioni critiche in merito; insomma, lo sapevano i consiglieri di Magnago, ma non lo sapeva il nostro primo cittadino, a cui i dubbi li abbiamo riportati di persona ? Curioso vero?
Quindi, tornando alle dichiarazioni del Sindaco (guai a chiamarlo Duca) su “7 giorni”, quale è il passaggio che gli è sfuggito?
Non possiamo quindi che considerare la nostra ipotesi iniziale, cioè che l’affaticato Sindaco stia vivendo un periodo difficile in cui la memoria gli tira brutti scherzi…. Gli siamo vicini, e non possiamo che raccomandare alla giunta di armarsi di santa pazienza e di aiutarlo a superare questa difficoltà. In bocca al lupo. A tutti.

MOVIMENTO 5 STELLE RESCALDINA
(si, noi quando condividiamo come gruppo un pensiero, lo sottoscriviamo a nome del gruppo, cosa che nel ducato suona parecchio strana)

 

P.S Per chi volesse continuare nella lettura, cliccando sul link  potrà leggere l’intervento del nostro Consigliere Massimo Oggioni (pag.43/44) e la risposta del nostro Sindaco (pag.48).

Ott 09

FORZA EURO.PA

FORZA EURO.PA

 

Il sindaco di Rescaldina (a sinistra) Michele Cattaneo, trascina tutto il comune in Euro.Pa, una società a capitale pubblico specializzata nella fornitura di beni e servizi. Il nostro voto contrario non ha potuto fermare la ferrea volontà della giunta ducale.

Il costo dell’ operazione di ingresso è stato pari a 26.783 euro, a cui seguiranno i costi per l’erogazione dei servizi che il comune intenderà richiedere alla società, il primo dei quali è l’affidamento della gestione degli alloggi E.R.P. del comune, ma siamo sicuri che sarà solo il primo di molti altri incarichi, che “il Duca di Rescaldina” intende spostare su Euro.PA. Nonostante il comune di Rescaldina sia già dotato di una propria società Multiservizi (ASMR), la volontà di questa giunta ormai palesemente collocata nell’alveo della destra liberista è quello di svuotare di contenuti e prerogative l’amministrazione del nostro paese, a vantaggio di gruppi societari sovracomunali.

La fotografia è emblematica:

a sinistra il “duca” Michele da Legnano, e a destra il presidente di Euro.PA Luca Monolo , dal 2001 al 2014 assessore e vicesindaco del comune di Arconate per Forza Italia e fedelissimo di Mario Mantovani (Forza Italia, ora Fratelli d’ Italia),quest’ultimo ex sindaco di Arconate ed ex assessore regionale alla sanità, oltre che vicepresidente della regione Lombardia quando era governata da Maroni.

Una società inoltre, che la stampa ci descrive come lottizzata dalla politica, ma tutto ciò pare che al nostro amato duca non importi. A meno che non sia proprio questo il valore aggiunto….

MOVIMENTO 5 STELLE RESCALDINA

 

 

la fotografia è tratta da Legnano news

Ott 03

CONTATTA IL MOVIMENTO

 

 

 

CONTATTA IL MOVIMENTO

Da oggi puoi chiamare il Movimento 5 Stelle Rescaldina direttamente.

351.9040315

Contattaci, per segnalare problemi, idee, per avere informazioni.

PARTECIPA

da oggi è più facile.

METTITI IN CONTATTO CON IL MOVIMENTO

Ago 29

IL BOSCO IN CITTA’

IL BOSCO IN CITTA’

 

Tra le tante cose che è bello fare nel ducato di Rescaldina, in questa calda estate del 2018 su tutte spicca il PASSEGGIARE NEI BOSCHI. E se non tutti riescono a raggiungere i boschi vicini al nostro meraviglioso ducato, ecco che per venire incontro proprio a tutti, la meravigliosa giunta del Duca Michele Cattaneo ha portato IL BOSCO IN CITTA’. Chiunque ormai si sarà reso conto che al posto dei noiosi e anonimi marciapiedi, ora si possono trovare impervi passaggi immersi nella natura lussureggiante, tanto che spesso occorre farsi largo a colpi di machete per raggiungere un qualsiasi punto del nostro amato paesello; il grigio e standard verde urbano, curato ma noioso, è stato sostituito da una vegetazione degna della foresta pluviale. Cartelli stradali fagocitati da arbusti usciti delle fiabe dei fratelli Grimm, aiuole che ambiscono al titolo di parco naturale, alberi incantati che nascondono alla vista foreste secolari di ambrosia, erbe pronte a ghermire l’incauto cittadino che si avventurasse ad attraversarle senza i necessari strumenti.

Nel ducato di Rescaldina, il verde si è preso una rivincita sul cemento, tanto che ormai l’erba cresce nelle strade e sui marciapiedi. Perché se è vero che il Duca Michele da Legnano e la sua Giunta, lo scorso anno hanno dato l ‘ok al taglio del bosco presente nel parcheggio Auchan (6000 metri quadri), se è vero che la nuova pista ciclabile ha richiesto il taglio di alcuni alberi di alto fusto nel centro del paese, allora quale modo migliore per farsi perdonare di queste malefatte se non trasformare il paese in un bosco?

Amici compaesani, rescaldinesi, basta lamentarsi, basta lagnarsi che non si riesce più a camminare, che l’ambrosia è ovunque, che è impossibile vedere chi arriva ad un incrocio perché le piante coprono la visuale, basta. Più verde per tutti, evviva il bosco in città! E poi con tutte queste piante, scompaiono anche tante altre cose che non è bello vedere, come i tabelloni elettorali delle elezioni di marzo, che, mai rimossi, le piante pietosamente stanno inglobando. Quale maniera migliore per celare i tanti problemi che affliggono il nostro bel ducato che farli scomparire nella selva?

Quello che rimane, sono solo le tasse, che noi poveri cittadini continueremo a pagare, come se abitassimo in Svizzera, e non nella Selva Oscura, in cui la diritta via, da un po’ di tempo sembra smarrita…..

 

 

A riveder le stelle

 

Movimento 5 stelle Rescaldina

Lug 27

VACCINI – RACCOLTA FIRME

VACCINI – RACCOLTA FIRME

 

Ultimi giorni per poter firmare a favore della proposta di legge di iniziativa popolare in merito alla “Sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva” del comitato “Libertà di scelta”. Il Movimento 5 Stelle Rescaldina ha da subito sostenuto e promosso l’iniziativa, attivando anche presso il nostro comune la raccolta firme. Per aderire basta recarsi presso il comune, ufficio protocollo (piano terra) con un documento di identità valido. C’è tempo fino al 2 agosto.

Tutte le informazioni in merito all’ iniziativa sono disponibili al link

 

 

MoVimento 5 Stelle Rescaldina

Lug 14

IL DUCA DI RESCALDINA E L’ASILO

IL DUCA DI RESCALDINA

La campagna elettorale è ufficialmente iniziata. Il Sindaco, consapevole della crisi della sinistra in Italia e conscio di registrare un gradimento in paese pari a percentuali da prefisso telefonico, tenta quindi di recuperare quel migliaio di voti necessari a ritornare in gioco alle elezioni del 2019. E lo fa annunciando un progetto che ha del geniale, se non fosse folle….

La costruzione di un ala nuova, presso le scuole elementari di Rescalda, in cui insediare 4 classi della scuola materna. Per la modica cifra di due milioni e duecento mila euro. Al netto degli interessi da pagare per il mutuo. Una cifra quindi che è ragionevole considerare vicina ai due milioni e mezzo. Per 4 aule. Dai 500.000 ai oltre 600.000 euro ad aula, insomma, il prezzo di una villetta con giardino per ogni classe. Un autentico affare. Il tutto mentre le strutture comunali che già abbiamo (tipo Villa Rusconi e villa Saccal) vanno in malora. Il ministero dell’ istruzione, interpellato, ci fa sapere che tutto questo bel progetto non ci serve a nulla, visto che abbiamo un aula vuota a Rescaldina (e quindi le aule diventano tre,  oltre 700.000 euro ad aula, il prezzo di una villa con piscina ogni classe) ed una struttura di proprietà comunale già adibita a questo servizio, che abbiamo dato in affitto per la mirabolante cifra di 1000 euro all’ anno (poco meno dell’ affitto di un box). Ma il Sindaco ci dice anche che questa struttura, la nostra che abbiamo già, ha intenzione di metterla in vendita, per 600.000 euro, non prima però di rinnovare la convenzione con l’ente religioso che la utilizza, in maniera da avere la certezza matematica che non la comprerà ne l’ente religioso (che può occuparla ad un affitto simbolico per i prossimi anni) ne nessun altro operatore interessato ad investire su una scuola, visto che si ritroverebbe proprietario di una struttura occupata in virtù di una convenzione comunale appena siglata. Un colpo da maestro. E questo è l’aspetto geniale del nostro Sindaco (a cui rivolgiamo i nostri ossequiosi rispetti), che con questa mossa elettorale, dopo aver polverizzato la compagine di sinistra, nella miglior tradizione turborenziana a cui si richiama, ora invade il campo elettorale avversario, collocando la povera lista di Vivere Rescaldina in ambito di destra reazionaria e clericale. Il fine è raccattare i voti bruciati in questi 4 anni di mandato un po’ tra gli elettori di Rescalda (vi farò un nuovo asilo!!!! Votatemi) e un po’ tra i cattolici reazionari (vi regalo un asilo anche a voi!!!). Mossa astuta, che costerà ad ogni singolo cittadino qualcosa come 250 – 300 euro a testa, lattanti e moribondi compresi. Contatevi in famiglia, se siete in quattro questa mossa vi costerà almeno 1000 euro. Impareggiabile. Una campagna elettorale fatta a spese di tutti i cittadini, anche quelli contrari all’ attuale sindaco (la maggior parte) non è geniale?

Peccato per quegli assessori che in questi anni hanno cercato di fare un lavoro onorevole, il sindaco chiaramente ci dimostra che contate come il due di picche quando la briscola è cuori. Peccato per i consiglieri di maggioranza che onestamente provano a fare qualcosa, voi non è che contate poco, non contate proprio niente, peccato. Peccato per quella componente di sinistra, necessaria in questo paese: siete stati polverizzati; se nel 2014 esultavate per i risultati elettorali, bhè, ora che il turbosindaco vi ha portai a destra non vi resta che ripassare la dottrina di Andreotti, visto che il vostro leader alla falce e martello preferisce lo scudo crociato. Peccato. Peccato per i nostalgici socialisti, il sindaco in pigiama e monopoli vi ha messo in soffitta. Peccato anche per la destra autoctona, ora o vi ricollocate (magari a sinistra, che è rimasta libera) oppure dovete accogliere il nuovo venuto tra voi. Il Sindaco che ha atomizzato la partecipazione popolare alla vita politica, che ha disintegrato l’interesse dei cittadini per la cosa pubblica, ora, che guida la macchina in totale autonomia, forse mira a trasformare il nostro comune in qualcosa di più adatto alle sue caratteristiche di dominio. Supponiamo che la forma più adatta a questo modo originale di concepire il potere sia il DUCATO. Il nuovo motto per le prossime elezioni (sempre che si tengano, visto il ritorno al feudalesimo) sarà : Rescaldina, un feudo dove è bello vivere (se il Duca Michele da Legnano lo consente).

 

Giu 28

PARTECIPAZIONE 2.0

 

PARTECIPAZIONE.

Vogliamo spendere qualche breve parola sul questionario di valutazione dei servizi comunali, di cui in questi giorni sono stati diffusi i risultati.

Il questionario, sottoposto ai cittadini Rescaldinesi questa primavera, prevedeva una serie di domande sui vari servizi offerti dal comune per testare l‘apprezzamento da parte della  cittadinanza o rilevarne le criticità. Un piccolo esame per saggiare il polso “del popolo”, dopo 4 anni di operato della giunta capitanata da Michele Cattaneo.

I risultati ci dicono che se per alcune tematiche il livello di soddisfazione è piuttosto elevato (cultura e servizi sportivi soprattutto), per altre invece i problemi ci sono, come sul tema della sicurezza, in cui  quasi la metà dei cittadini che hanno espresso la loro opinione manifesta insoddisfazione, o sul tema della segnalazione problemi (il famoso o famigerato comuni-chiamo), in cui i cittadini insoddisfatti (sempre tra coloro che si sono espressi) sono la metà.

Quello che però ci teniamo a commentare, al di la dei singoli temi, è quello della Partecipazione.

Alla richiesta di esprimersi, i cittadini che hanno raccolto questa opportunità sono stati “ben” 114. Centoquattordici cittadini hanno deciso di investire qualche minuto del loro tempo per esprimere l’apprezzamento o la critica nei confronti dell’ operato della macchina comunale. 114 cittadini su una popolazione di oltre 14000 abitanti,  di cui oltre 10000 gli aventi diritto al voto. Una cifra che dovrebbe far suonare non uno, ma dieci campanelli d’allarme. Questi numeri ci dicono che la partecipazione è completamente assente nel nostro comune, e lo conferma anche il numero dei votanti all’ ultima edizione del bilancio partecipativo, 617 di cui solo 528 residenti nel comune. Una debacle, se consideriamo che l’anno scorso i votanti erano stati 1038 di cui 803 residenti mentre nel 2016, primo anno in cui si è avviato il Bilancio partecipativo, i votanti sono stati 652. Il 2018 è stato quindi l’anno peggiore.

Cosa ci dice tutto ciò? Ci dice che questa amministrazione, sul punto della partecipazione, è piuttosto lontana da standard se non minimi ma almeno di accettabilità. O forse è proprio questo l’obiettivo, utilizzare la partecipazione come continuo slogan elettorale, evitandola poi nei fatti. Ma perché siamo così critici?

Innanzitutto perché i numeri parlano chiaro, i cittadini si stanno sempre di più allontanando dalla gestione del paese, e questo è un dato di un evidenza sconcertante; basta partecipare ad una seduta del consiglio comunale o di una commissione consiliare, per verificare quanto la partecipazione sia crollata, e, nel bene è nel male, questa responsabilità non può non farsene carico chi la macchina comunale la guida, ovvero Sindaco e Giunta.

E che dire poi di tutti gli appuntamenti in cui l’amministrazione cerca di sfuggire, in cui la partecipazione viene il più possibile evitata? Come non ricordare il consiglio comunale in cui si deliberava la variazione al PGT che avrebbe consentito l’espansione del centro commerciale Auchan, tema spinosissimo, convocato in un venerdì di fine luglio, con una gran parte dei cittadini in vacanza o partiti per il fine settimana? E che dire poi dell’ attuale nuovo Piano di Governo del Territorio, altro grande tema, in cui la fase per depositare le osservazioni da parte dei cittadini cade ancora una volta tra luglio e agosto? Un caso? Sfortuna? Chissà…

Non possiamo poi dimenticare l’esito del bilancio partecipativo dello scorso anno, in cui il vincitore del progetto, per “errori di valutazione economica” è stato escluso, abbattendo la fiducia in questo nuovo strumento. Oppure le tante occasioni in cui le rappresentanza politiche dei cittadini in consiglio comunale vengono ignorate, con sindaco ed assessori che annunciano il bello ed il cattivo tempo dalle pagine dei giornali senza nemmeno informare i consiglieri comunali, che dire? Precisa volontà o disattenzione?

E non dimentichiamoci di come vengano ignorate le istanze critiche che molti cittadini ed associazioni rivolgono all’ amministrazione seguendo le vie “istituzionali” ,ovvero scrivendo mail agli indirizzi preposti, o inviando comunicazioni agli amministratori attraverso l’URP, gli stessi amministratori (Sindaco e attuale Vicesindaco) che però sono attivissimi sulle pagine social nel rispondere alle critiche invitando i cittadini ad utilizzare i canali “istituzionali” (se però si tratta di ricevere complimenti, difficilmente reindirizzano ai canali istituzionali i cittadini).

Tralasciamo le volte in cui abbiamo indirizzato comunicazioni scritte al Sindaco e a cui non abbiamo ricevuto risposta. La quasi totalità dei casi . Ignorati. Nell’ ottica della politica “un uomo solo al comando” che Vivere Rescaldina ha fatto propria da subito, questi sono i risultati.

Purtroppo considerarsi gli unici detentori della Verità, gli unici in grado di guidare, considerare gli altri come avversari da escludere, zittire, emarginare, ma soprattutto ignorare, dimenticando di rappresentare in realtà una minoranza di cittadini, è una ricetta che non paga. E non saranno le merendine che tra poco qualcuno, alla soglia delle prossime elezioni, tornerà a distribuire in stazione a farci dimenticare un intero mandato esercitato  in totale autarchia. Noi non lo dimenticheremo, e probabilmente nemmeno la maggior parte dei cittadini.

Giu 15

RESCALDINA vs PESTICIDI

RESCALDINA DICE NO AI PESTICIDI

Rescaldina si schiera contro l’uso esagerato della chimica in agricoltura e nella cura del verde che negli ultimi 60 anni ha impoverito il suolo, decimato le specie autoctone sia vegetali che animali, ammalato l’inconsapevole popolazione. Noi attivisti del Movimento 5 stelle Rescaldina siamo felici di segnalare che su nostra mozione per l’adesione a P.A.N. Europe (Pesticides Action Network) il consiglio comunale dell’8 giugno 2018 ha dato parere favorevole ed unanime ed ha quindi deliberato di aderire alla campagna “città libere da pesticidi” impegnandosi nell’arco di tre anni ad eliminare completamente l’utilizzo di queste terribili sostanze dal territorio comunale.

I pesticidi un tempo considerati la manna per l’agricoltura “moderna” sono ormai stati riconosciuti estremamente dannosi non solo per l’uomo ma anche per l’agricoltura stessa: si sviluppano insetti resistenti ad essi e la maggior parte degli insetti utili all’uomo viene eliminata, i batteri ed altri microrganismi che nel suolo formano quell’ecosistema che nutre e protegge le piante vengono sterminati e si deve reintegrarli con altri prodotti chimici, alcuni tipi di piante si estinguono perché non si adattano a questo nuovo equilibrio non naturale e quelle che sopravvivono sono meno produttive ed hanno bisogno di continui additivi .

I pesticidi sono un affare solo per chi li produce ma questo non è sempre evidente a tutti perché anche il cittadino comune che vuole curare il suo orto spesso si affida a consigli interessati e cerca un risultato immediato non essendo in grado di considerare gli effetti delle sue azioni .

Le amministrazioni comunali possono dare un esempio intelligente ed aiutare questo processo di riconversione al naturale , una sorta di liberazione dall’inutile e dal dannoso alla quale ci siamo semplicemente abituati ma che non dà un vero beneficio anzi ormai gli studi della Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro hanno inserito i pesticidi più comunemente usati (tra i quali il famoso glifosato) nel gruppo di sostanze probabili agenti cancerogeni .

Queste sostanze sono attualmente impiegate soprattutto nella conduzione del verde residenziale sia pubblico che privato e nel controllo degli insetti fastidiosi come le zanzare. Permangono per moltissimo tempo nell’ambiente , si arriva a centinaia di anni nel suolo, contaminano le falde tramite l’acqua. Si parla di cancro alla prostata, ai polmoni, leucemia .

I bambini che fino ai 12 anni passano attraverso varie finestre di vulnerabilità dovute ai processi della crescita sono i più colpiti dagli effetti di queste sostanze, per loro la stessa quantità respirata da un adulto è dieci volte più tossica lo afferma il report pubblicato a Gennaio 2018 da Unicef.  La prima esposizione a queste sostanze inizia nell’utero della madre che le respira e le trasmette anche tramite interferenze ormonali , tutto questo viene a galla dopo negli anni quando l’organismo compromesso manifesta i sintomi della malattia.

Ora noi sappiamo e non possiamo non aggiustare il tiro. Ci sono tutte le alternative, possiamo lasciare perdere le nostre pessime abitudini ed iniziare a stare tutti meglio. Tra le tante tecniche alternative e sane illustrate sul sito italiano del network città libere da pesticidi   ci sono anche quelle per combattere gli insetti sgradevoli come il  ripristino della fauna di pipistrelli e volatili che se ne nutrono, iniziativa quest’ ultima a cui abbiamo già pensato l’anno scorso proponendo ed ottenendo l’avvio del progetto bat box assieme a Lipu.

Rescaldina dice no ai pesticidi, la vittoria è di tutti.  

Movimento 5 Stelle Rescaldina

Mag 22

CAMPETTO DA CALCIO A RESCALDA

 

NUOVO CAMPETTO DA CALCIO A RESCALDA

Preannunciato durante il Consiglio Comunale del 28 marzo 2018 e ribadito durante il quello del 4 maggio. Il Campetto da Calcio a Rescalda si farà. Il Sindaco su questo tema non sembra avere dubbi.
Durante l’ultimo Consiglio, alla nostra domanda se il progetto si sarebbe realizzato attingendo alle risorse del bilancio partecipativo (visto che con i suoi 110.000 euro previsti sfora abbondantemente il tetto dei 40.000 euro stanziati), il Sindaco ci fa sapere che utilizzerà interamente risorse diverse da quelle del bilancio partecipativo. Abbiamo chiesto inoltre se per la giunta, la realizzazione del campetto da calcio, fatta fuori dal bilancio partecipativo, fosse una priorità, considerando tutte le altre urgenze, e su questa il Sindaco ci ha risposto “sulla priorità l’ho già detto l’altra volta, sulla questione si è creato un cortocircuito, un malfunzionamento del meccanismo, e tante persone hanno espresso la loro opinione, investito del tempo eccetera, e quindi riteniamo importante dare una risposta”.
In sostanza, visto che in tanti lo hanno chiesto il campo si realizzerà utilizzando risorse ordinarie del bilancio comunale, mentre i 40.000 euro stanziati per il bilancio partecipativo finanzieranno i progetti arrivati in coda al quello del campetto da calcio.
Per quanto ci riguarda, abbiamo forti perplessità sulla questione, sia dal punto di vista dell’ iter seguito, sia da quello economico, sia da quello della gestione delle priorità.
E’ vero che il progetto di realizzare un campetto da calcio a Rescalda è risultato il vincitore del bilancio partecipativo, ma è anche vero che il progetto di spesa proposto prevedeva 40.000 euro, non 110.000. Chi ci dice che i cittadini, sapendo a priori l’entità della somma da stanziare, non avrebbero votato diversamente?
E come è possibile che con un bilancio in perenne difficoltà economica, di punto in bianco si riesca a far saltare fuori dal cilindro ulteriori 110.000 euro, quando il bilancio preventivo è stato approvato da poco più di due mesi? E proprio nel corso di quella seduta, quando si discuteva della scarsità di progetti inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche, emergeva la volontà della giunta di non lanciarsi in progetti (superiori a 100.000 euro) senza la copertura finanziaria necessaria, e che quindi non era possibile prevedere alcunchè.
E anche ammesso (e non concesso) che i soldi si siano trovati, siamo sicuri che sia prioritario spenderli per un (altro) campetto da calcio? Quante cose utili si possono realizzare con 110.000 euro?
SI potrebbe ad esempio realizzare un servizio di scuolabus, del tutto assente nel nostro comune, si potrebbe realizzare un servizio navetta da e per la stazione, liberando la zona dal sovraffollamento di auto parcheggiate, oppure si potrebbero riparare le tante strutture comunali danneggiate (non ultimo il tetto della media di Rescalda, che nei giorni scorsi ci ha regalato delle belle cascate al coperto, proprio nell’ atrio della scuola), oppure si potrebbe cominciare ad accantonarli nell’ ottica di sostituire la biblioteca , visto i suoi muri sono realizzati, all’ interno, in amianto, o si potrebbero realizzare delle fermate degli autobus con pensiline per ripararsi dall’ acqua, o si potrebbe dotare la polizia locale delle attrezzature necessarie per eseguire i controlli (tipo quelli sui veicoli inquinanti). Tante sono le cose che si potrebbero fare avendo a disposizione 110.000 euro. Soprattutto, si potrebbe discuterne prima di prendere le decisioni, in maniera che le scelte siano ponderate e CONDIVISE.
E non vale dire che il progetto lo hanno scelto i cittadini, perché, lo ripetiamo, quello che si è sottoposto alla scelta della cittadinanza, era un progetto notevolmente diverso, soprattutto economicamente. Su come spendere 110.000 euro extra, nessuno si è mai espresso
Abbiamo quindi chiesto che il progetto fosse portato in commissione (Lavori Pubblici e Cultura), per cominciare a capirci di più, e per mettere sul tavolo tutti gli scenari possibili e le alternative. Abbiamo anche chiesto che alla commissione fosse invitata una rappresentanza di ASSR (Associazione Società Sportive Rescaldinesi), che a quanto pare non era informata della cosa.
La commissione è stata convocata per giovedì 24 Maggio, alle ore 19.00. Invitiamo tutti quei cittadini che vogliono sapere perché e come vengono spesi i propri soldi a partecipare.

Movimento 5 Stelle Rescaldina

Post precedenti «