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Mag 31

IKEA, AUCHAN E IL CASO DEL VESCOVO

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A proposito di Ikea, di Auchan e del caso del Vescovo

 

Dopo il turbolento consiglio comunale del 16 marzo, nel quale è stato ufficializzato il no ad Ikea, vogliamo ritornare su questo argomento, per ribadire qual è stata, dall’ inizio della vicenda, la posizione del Movimento 5 Stelle; non specifichiamo M5S Rescaldina, in quanto questa posizione è condivisa dal M5S in tutte le sue forme , locali e nazionali (Rescaldina, Cerro, Legnano, Regione Lombardia, Camera dei deputati, ecc ecc).

Chi ha avuto modi di seguirci, anche nei numerosi eventi di informazione pubblica che abbiamo organizzato a riguardo, sa che siamo stati contrari da subito a questo progetto, e siamo stati contrari in maniera netta, senza lasciare spazio a possibilità di aggiustamenti del progetto.

Non torniamo sui dettagli, che a questo punto della vicenda sono noti a tutti. Vogliamo tornare sul merito però del nostro NO. Viviamo in un periodo in cui l’offerta di beni di consumo è indubbiamente superiore alla domanda di beni stessi. Nessuno di noi soffre la mancanza di qualsiasi tipo di bene o servizio “perché non c’è nessuno che lo venda” , tutt’altro. In una situazione come questa, operazioni di “rilancio economico” che passano dall’ incremento della distribuzione di beni, sono semplicemente folli. E’ assolutamente ovvio, e non occorre nemmeno ricorrere a studi di settore (che peraltro confermano quanto diciamo), che nessuno di noi acquisterà un divano in più solo perché chi lo vende aprirà un negozio vicino a noi; l’unica cosa che farà sarà, eventualmente, di smettere di fare i suoi acquisti dove li faceva prima e farli nel nuovo punto vendita. Tutto qua. Si chiama ridistribuzione, non incremento. E quello che questi mega punti vendita fanno è di sottrarre fasce di mercato, oltre che ai loro diretti concorrenti, principalmente ai piccoli negozi, che non possono competere con colossi di questo tipo. Inutile dire che questi colossi, questo colosso nella fattispecie, si avvalgono di prodotti fabbricati a basso costo in paesi a noi lontani, in cui i diritti dei lavoratori e dell’ ambiente non esistono (eh già, si risparmia sulla pelle degli altri) ,utilizzando magari fiscalità agevolate tramite sedi in paradisi fiscali, operazioni che riducono il prezzo di acquisto ma che si traducono in un impoverimento del paese che li ospita (noi, nel caso specifico). Due secoli fa processi come questo avevano un nome preciso: colonizzazione. Questo progetto indubbiamente lungimirante si sarebbe dovuto realizzare su un area agricola, 300 mila mq di terreno fertile da sacrificare  in nome del solo vantaggio economico di chi questo progetto lo avrebbe realizzato e gestito. Chi, in questi anni, ha sventolato le mirabolanti cifre di aumento di occupazione, rilancio del territorio, opportunità, o era colluso, oppure era ignorante. Oppure tutte e due le cose, otre che disonesto. Il rilancio del territorio e dell’ occupazione può avvenire solo partendo dal basso, dal territorio, dalle comunità che costituiscono il tessuto sociale, dai centri dei paesi, tramite il commercio di vicinato, le attività artigianali, l’industria locale, avendo sempre come obiettivo quello di fare ciò che a noi cittadini serve realmente. Una piccola digressione ci permettiamo di farla a riguardo di un altro progetto, che in questi mesi si è affacciato sul nostro comune, ovvero quello di ampliamento di Auchan. Auchan, che sta vivendo un inevitabile crisi (quella che sta colpendo tutti i giganti del commercio , per i motivi che dicevamo all’ inizio), spera di uscirne ingrandendosi, erodendo ancora ulteriori margini ai piccoli. La nostra posizione, seppur non essendo i due progetti equiparabili, è la stessa di Ikea. NO.

Il commercio, la vita sociale ed economica devono ritornare nei centri dei paesi, senza eccezioni.

Chiudiamo infine con una breve considerazione: il progetto Ikea, approdato nelle sale comunali verso il 2010, è stato tenuto nascosto (legalmente) alla cittadinanza e al consiglio comunale (organismo sovrano) dall’ allora giunta per almeno 2 anni . Ora, gli stessi soggetti, che hanno agito contro gli interessi della cittadinanza, sollevano dubbi di liceità e legalità rispetto alle operazioni dirette e indirette intraprese dall’attuale consiglio e giunta nella gestione della questione.

Non sempre ciò che è legale è giusto, e ciò che è giusto è legale. Non sempre. Il movimento 5 stelle è sempre dalla parte dei cittadini. Onesti.

 

Tardo medioevo, epoca d’oro dei comuni; sta per scoppiare una guerra tra Arezzo e Firenze e il vescovo di Arezzo pare si voglia accordare con Firenze, contro gli interessi della cittadinanza. Consiglio Comunale di Arezzo, all’ ordine del giorno una curiosa e legalissima mozione : “ammazziamo il vescovo?”

 

Non sempre ciò che è legale è giusto, e ciò che è giusto è legale

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