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Nov 06

LA TELA. FACCIAMO IL PUNTO

LA TELA. FACCIAMO IL PUNTO

 

L’autunno Rescaldinese del 2018 ha avuto tra i suoi temi principali che hanno interessato la vita del paese, la questione della “TELA”, l’osteria sociale operante da fine 2015 in un bene confiscato alla criminalità organizzata, che, chiusa per lavori a luglio, non ha più riaperto. A fine settembre è poi arrivata la notizia che Arcadia, cooperativa capofila nella gestione del locale, a causa di problemi di bilancio, aveva intenzione di interrompere il progetto.

Tante le perplessità, le voci che si sono rincorse e i tentativi di comprendere cosa fosse successo, come fosse stato possibile che un locale che per anni è stato presentato come simbolo di buona gestione, di riscossa del “pulito” nei confronti dello “sporco” legato al RE9 (il locale che operava prima della Tela nella stessa struttura poi confiscata), fosse potuto arrivare a difficoltà tali da decidere di chiudere.

Gli articoli di giornale davano la struttura già abbandonata e l’amministrazione già operante per preparare il passaggio a una forma nuova di gestione, con annesse polemiche politiche, voci e tutto quello che ne consegue. Capire realmente cosa stava succedendo è stato però oggettivamente difficile. Mezze frasi, condizionali, dei forse, ma niente di chiaro, che stabilisse una volta per tutte come stavano le cose.

Nel frattempo, mentre Giunta e Sindaco, che fino a questa estate si erano legati a filo doppio al nome della “Tela”, rivendicandone in tutte le occasioni possibili la paternità, con un’inversione di 180 gradi ne affibbiavano in toto sia la nascita che la sua evoluzione alla giunta precedente (Magistrali), lascandoci sinceramente perplessi. Un’acrobazia politica che suonava parecchio come “finché funziona è tutto merito mio, se non va più è colpa tua”. Nel mentre di queste giravolte, da Arcadia arrivava all’amministrazione, a metà ottobre, una comunicazione per informare il comune che avrebbe prorogato la chiusura della “Tela” fino al 31 ottobre, chiusura motivata dalle grosse perdite riportate nella gestione del ristorante, e che nel frattempo avrebbero valutato “le soluzioni per poter continuare ad operare”.

Quindi, quello che tutti per due mesi davano per certo, certo non lo era per niente. Le famose chiavi riconsegnate di sabato, come una doccia fredda, non erano state riconsegnate affatto, e il locale rimaneva nelle disponibilità di chi lo aveva gestito fino a luglio e poi lo aveva chiuso. Nessun bando si sarebbe potuto riscrivere, per riaffidare il locale, in quanto il gestore non era uscito, ma rimaneva legittimo comodatario del bene. Nessuno aveva capito niente di tutto ciò, forse perché chi sapeva nulla, ha spiegato. Ottimo. La solita gestione “diversamente trasparente”.

Abbiamo così approfondito la questione, andando ad analizzare il contratto con cui il bene è stato affidato in comodato d’uso ad Arcadia, ed effettivamente, presenta alcune gravi lacune, in quanto non tutela la collettività da episodi come questo. Il gestore può tenere chiuso indefinitamente il locale, come sta facendo, senza che il Comune possa legittimamente rientrare in possesso del bene. Frutto di una svista oppure è stato un regalo che la Giunta Cattaneo ha voluto fare ad Arcadia? Perché la bozza di contratto è stata approvata con una delibera di Giunta (n 161), quindi se si è in questa situazione la responsabilità, per quanto ci riguarda, è tutta di chi ha approvato questa bozza, cioè della Giunta Cattaneo. Inoltre, nelle tante esternazioni delle settimane scorse, il sindaco più volte ci ha detto che non era al corrente delle difficoltà economiche che affliggevano la gestione della Tela; ma questo sinceramente non è possibile, visto che il contratto, prevede all’articolo tre comma K che annualmente sia consegnata al comune una “copia del bilancio di esercizio e una relazione dettagliata sull’attività svolta, dalla quale si evincano i risultati raggiunti, con particolare riferimento al progetto”. Insomma, se le cose andavano male, dalla relazione sarebbe dovuto emergere, sempre che questa relazione sia stata fatta. Sui bilanci invece, abbiamo avuto modo di consultare l’ultimo, e sinceramente siamo allibiti. Un bilancio generale in cui compare tutta l’attività economica del Comodante (Arcadia, il cui settore principale è la manutenzione del verde), dove non è possibile scorporare le voci concernenti la gestione della Tela da tutto il resto, lo riteniamo inaccettabile, e siamo sorpresi che l’amministrazione comunale non abbia rispedito al mittente un documento del genere, oggettivamente inutile ai fini di verifica.

Ci siamo quindi mossi richiedendo copia di tutti i bilanci passati e delle relative relazioni. Poi potremo fare le opportune valutazione politiche.

Chiudiamo infine, ricordando in tema di soldi spesi (altra voce che si è inseguita in queste settimane per il paese), che il locale è stato interamente ristrutturato grazie ad un contributo Regionale (quindi soldi pubblici) pari a 175.000 euro, incassati grazie a delibera di giunta n 171 del 12 dicembre 2012 (Giunta Magistrali). Il contratto prevede inoltre che le spese di gestione ordinaria e straordinaria, tributi, autorizzazioni, UTENZE siano a carico del gestore (ARCADIA). Se qualcuno pensa che le cose siano invece andate in maniera diversa, può richiedere i documenti tramite un accesso agli atti, come facciamo noi, e se fosse vero, chi ha preso queste decisioni sarà chiamato a risponderne. Per ora, però, chi ha messo la gran parte dei soldi pubblici nella Tela (giustamente diciamo noi) non è stata la giunta Cattaneo, ma quella Magistrali.

Seguiamo da vicino l’evoluzione degli eventi, nonostante la poca trasparenza con cui sono gestiti, augurandoci che quello che avrebbe dovuto essere un luogo simbolo di legalità e trasparenza, possa tornare (o iniziare) a esserlo quanto prima.

P.S. ovviamente tutto quanto riusciremo a scoprire sulla questione, lo renderemo pubblico. Le chiacchiere e i misteri li lasciamo ad altri.

MOVIMENTO 5 STELLE RESCALDINA

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