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Giu 28

PARTECIPAZIONE 2.0

 

PARTECIPAZIONE.

Vogliamo spendere qualche breve parola sul questionario di valutazione dei servizi comunali, di cui in questi giorni sono stati diffusi i risultati.

Il questionario, sottoposto ai cittadini Rescaldinesi questa primavera, prevedeva una serie di domande sui vari servizi offerti dal comune per testare l‘apprezzamento da parte della  cittadinanza o rilevarne le criticità. Un piccolo esame per saggiare il polso “del popolo”, dopo 4 anni di operato della giunta capitanata da Michele Cattaneo.

I risultati ci dicono che se per alcune tematiche il livello di soddisfazione è piuttosto elevato (cultura e servizi sportivi soprattutto), per altre invece i problemi ci sono, come sul tema della sicurezza, in cui  quasi la metà dei cittadini che hanno espresso la loro opinione manifesta insoddisfazione, o sul tema della segnalazione problemi (il famoso o famigerato comuni-chiamo), in cui i cittadini insoddisfatti (sempre tra coloro che si sono espressi) sono la metà.

Quello che però ci teniamo a commentare, al di la dei singoli temi, è quello della Partecipazione.

Alla richiesta di esprimersi, i cittadini che hanno raccolto questa opportunità sono stati “ben” 114. Centoquattordici cittadini hanno deciso di investire qualche minuto del loro tempo per esprimere l’apprezzamento o la critica nei confronti dell’ operato della macchina comunale. 114 cittadini su una popolazione di oltre 14000 abitanti,  di cui oltre 10000 gli aventi diritto al voto. Una cifra che dovrebbe far suonare non uno, ma dieci campanelli d’allarme. Questi numeri ci dicono che la partecipazione è completamente assente nel nostro comune, e lo conferma anche il numero dei votanti all’ ultima edizione del bilancio partecipativo, 617 di cui solo 528 residenti nel comune. Una debacle, se consideriamo che l’anno scorso i votanti erano stati 1038 di cui 803 residenti mentre nel 2016, primo anno in cui si è avviato il Bilancio partecipativo, i votanti sono stati 652. Il 2018 è stato quindi l’anno peggiore.

Cosa ci dice tutto ciò? Ci dice che questa amministrazione, sul punto della partecipazione, è piuttosto lontana da standard se non minimi ma almeno di accettabilità. O forse è proprio questo l’obiettivo, utilizzare la partecipazione come continuo slogan elettorale, evitandola poi nei fatti. Ma perché siamo così critici?

Innanzitutto perché i numeri parlano chiaro, i cittadini si stanno sempre di più allontanando dalla gestione del paese, e questo è un dato di un evidenza sconcertante; basta partecipare ad una seduta del consiglio comunale o di una commissione consiliare, per verificare quanto la partecipazione sia crollata, e, nel bene è nel male, questa responsabilità non può non farsene carico chi la macchina comunale la guida, ovvero Sindaco e Giunta.

E che dire poi di tutti gli appuntamenti in cui l’amministrazione cerca di sfuggire, in cui la partecipazione viene il più possibile evitata? Come non ricordare il consiglio comunale in cui si deliberava la variazione al PGT che avrebbe consentito l’espansione del centro commerciale Auchan, tema spinosissimo, convocato in un venerdì di fine luglio, con una gran parte dei cittadini in vacanza o partiti per il fine settimana? E che dire poi dell’ attuale nuovo Piano di Governo del Territorio, altro grande tema, in cui la fase per depositare le osservazioni da parte dei cittadini cade ancora una volta tra luglio e agosto? Un caso? Sfortuna? Chissà…

Non possiamo poi dimenticare l’esito del bilancio partecipativo dello scorso anno, in cui il vincitore del progetto, per “errori di valutazione economica” è stato escluso, abbattendo la fiducia in questo nuovo strumento. Oppure le tante occasioni in cui le rappresentanza politiche dei cittadini in consiglio comunale vengono ignorate, con sindaco ed assessori che annunciano il bello ed il cattivo tempo dalle pagine dei giornali senza nemmeno informare i consiglieri comunali, che dire? Precisa volontà o disattenzione?

E non dimentichiamoci di come vengano ignorate le istanze critiche che molti cittadini ed associazioni rivolgono all’ amministrazione seguendo le vie “istituzionali” ,ovvero scrivendo mail agli indirizzi preposti, o inviando comunicazioni agli amministratori attraverso l’URP, gli stessi amministratori (Sindaco e attuale Vicesindaco) che però sono attivissimi sulle pagine social nel rispondere alle critiche invitando i cittadini ad utilizzare i canali “istituzionali” (se però si tratta di ricevere complimenti, difficilmente reindirizzano ai canali istituzionali i cittadini).

Tralasciamo le volte in cui abbiamo indirizzato comunicazioni scritte al Sindaco e a cui non abbiamo ricevuto risposta. La quasi totalità dei casi . Ignorati. Nell’ ottica della politica “un uomo solo al comando” che Vivere Rescaldina ha fatto propria da subito, questi sono i risultati.

Purtroppo considerarsi gli unici detentori della Verità, gli unici in grado di guidare, considerare gli altri come avversari da escludere, zittire, emarginare, ma soprattutto ignorare, dimenticando di rappresentare in realtà una minoranza di cittadini, è una ricetta che non paga. E non saranno le merendine che tra poco qualcuno, alla soglia delle prossime elezioni, tornerà a distribuire in stazione a farci dimenticare un intero mandato esercitato  in totale autarchia. Noi non lo dimenticheremo, e probabilmente nemmeno la maggior parte dei cittadini.

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